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Marzo 2010
Editoriali - Contatto Diretto
Written by IK0FTA   
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Cari Amici

 

Cari amici, cari soci,è con piacere che scrivo queste questo editoriale che, oltre a riprendere le note di “contatto diretto” sul sito risultano note introduttive alla pubblicazione, speriamo utile e gradita, sia pure in forma non periodica, del numero zero di un nostro “resoconto” di ciò che viene inserito, tra le news, nel nostro sito www.sixitalia.org e ciò che può rivestire interesse per gli appassionati  seimetristi.


Se l’attività in sei metri ancora langue i prossimi mesi indicano una “pressione in salita” ed il barometro della propagazione tenderà a mettersi sul bello; prima con l’Esporadico e poi, si prevede, in autunno, con le prime aperture TEP.
Questo è il momento di mettersi al lavoro non solo nel fare manutenzione alle antenne ma anche nel ripartire con una seria campagna di “sensibilizzazione” su come si dovrebbe svolgere l’attività in banda sei metri.
 Per molti le note sottostanti saranno argomenti noti, per altri, invece, potrebbero essere la prima occasione per trovare, raccolte in poche righe, le informazioni utili ai “naviganti”.

Per ritessere le fila della “Sixetiquette” vediamo le regole del “bon ton” del seimetrista (ma non solo) che,  in quanto facenti parte delle indicazioni IARU sono norme a tutti gli effetti. Si tratta di norme di buon senso destinate all’uso comune della risorsa “50 MHz” la cui diffusione è stata un po’  tralasciata negli ultimi anni così che molti comportamenti etici sono ignorati dai nuovi adepti alla banda. Quale migliore occasione per rinnovare, sia pure in forma breve, il “decalogo” del perfetto seimetrista?

Le regole base sono poche, pochissime, vediamole assieme:
    Per consentire a tutti di fare traffico (dx e non) è necessario rispettare il Band Plane IARU che tassativamente esclude QSO continentali tra 50100 e 50130. Per essere più chiari in questa “finestra” non è ammesso collegare stazioni europee e come Europa si intende il continente Europa ove ci sono anche l’Albania, la Russia, l’Ucraina (e non i paesi dell’area Euro come mi sono sentito dire un paio di volte).
    Effettuare QSO in fonia solo a partire da 50110 (sempre rispettando la nota di cui sopra) mentre il CW può essere utilizzato ovunque. Di fatto i QSO (DX) in fonia potrebbero avvenire anche tra 50100 e 50110 ma per CONVENZIONE, tuttavia, la porzione di banda 50100-50110 è lasciata ad uso CW intercontinentale).
    Nel caso in cui si contattasse una stazione DX sulla frequenza 50110 dopo il QSO è necessario lasciare la frequenza alla stazione DX anche se in chiamata eravamo noi (ovviamente non di pochi KHz ma quel tanto sufficiente a non arrecare disturbo ad altre stazioni interessate a collegare il DX).

Poche regole quindi, semplici, chiare e di buon senso e non è certo difficile rispettarle! Se vogliamo collegare un europeo ci mettiamo a chiamare (ad esempio a  50160 e siamo a posto.

Altre norme importanti (facilmente desumibili con un po’ di logica) sono:
    In chiamata non usare potenza superiore a quella necessaria ad effettuare i qso “medi” attendibili o “auspicati” in quel momento. Ad es. non chiamare con eccessiva potenza se il “target” è collegare delle stazioni europee in Esporadico  perché ai fini dei possibili qso non cambia molto ma, viceversa,  crea disturbi inutili a tutto danno dell’ascolto di eventuali stazioni realmente dx da parte di altri OM;
    non mettersi in chiamata a lungo vicino alla finestra DX (50100-50130) o peggio proprio in essa, in particolare durante aperture di ES Multi Hop, TEP o F2;
    evitare auto-spot sul cluster o spottare sul cluster informazioni inutili ad esempio il vicino di casa o la stazione che giunge via tropo (salvo non fosse una stazione RARA come T7, HV, 1A etc.). La cattiva informazione non sole è maleducazione ma fa perdere di vista i “dati” realmente importanti;
    evitare di duplicare QSO con stazioni DX in quanto inserirsi in un pile-up “inutile” (cioè quello di una stazione collegata, magari, il giorno prima. Questo può determinare la perdita di un qso ad un collega che, invece, riceve il segnale in un’area marginale.  Se a qualcuno sembra una filosofia “sciocca” prego pensare che la fortuna “gira”. Se siete al sud, di solito i segnali TEP vi giungeranno, sicuramente meglio mentre se siete al Nord avrete più facilità nei QSO in F2 … pensate che “rosicata” se non riusciste a passare solo perché una stazione ripetesse all’infinito un qso già fatto. La “ripetizione” dei qso (definita “dupe”) quindi, danneggia a volte gli uni a volte gli altri … “Non fate agli altri quello che …”. Meditate!

Per terminare questa è l’occasione giusta per rinnovare alcune serie norme di logica e di convivenza.
Beacons – Da qualche tempo è sorto lo “sport” di installare, al fine dello studio della propagazione beacons; questo avviene in tutte le gamme da tempo ed ora anche sui 6m.
Se le premesse sono meritorie, i risultati lo possono essere un po’ meno (almeno sui 50 Mhz). In alcune aree, infatti, ora sono attivi 4, 5 ed anche 6 stazioni automatiche che, ai fini dello studio della propagazione (come da premessa) a poco o nulla servono. I beacons, per avere un minimo di “efficacia”, nello studio della propagazione, dovrebbero essere “distanziati” tra loro di almeno 100 Km salvo eccezionali condizioni orografiche (ad esempio sui due versanti dello stesso monte).
La presenza di molti bcn nella stessa area, a differenza di ciò che si pensi, non è un fattore “neutro” ma può rivelarsi nocivo. Basti pensare alla possibile presenza, sulla stessa qrg, o su frequenze limitrofe, di un altro bcn “DX”. Quest’ultimo, che può giungere solo in particolari condizioni propagative verrebbe completamente ignorata (nascosta) a causa del segnale locale. Un beacon può servire … ma non esageriamo. Se proprio siamo presi dalla foga della realizzazione di una stazione automatica dopo aver realizzato il “manufatto” mettiamolo a disposizione della collettività (anche di Sixitalia se volete) per destinarlo  - in Italia o meglio in paesi DX –  ad aree completamente sprovviste di tali strumenti.

Contest - Per chi non lo sapesse l’Italia è il paese che ha il maggior numero di contest in 6m giungendo alla ridicola situazione di circa 16  gare, con oltre 120 GIORNI di partecipazione.
Tra il 1996 ed il 2006 il manageriato ARI, spronato da Sixitalia, aveva (intelligentemente) creato un Band Plane di “salvaguardia” ovvero una finestra di interdizione ai contest nazionali  (quindi  solo per quelli organizzati in Italia) leggermente più ampia di quella prevista dalla IARU. L’interdizione completa era prima tra 50090 e 50150 (poi portata a 50100-50150) per giungere ora solo da 50100 a 50130 (come da regola IARU).
Un OM, non in contest, che desiderasse effettuare dei QSO “europei” senza creare o ricevere interferenze dai partecipanti alla gara, di fatto, non ha più alcuna frequenza “garantita” per il suo traffico non potendo, ovviamente, operare tra 50100 e 50130 in quanto finestra destinata al traffico intercontinentale.
Forse è il tempo di ripristinare questa sana regola magari fissando l’asticella” di divieto tra 50090 e 50150 come era una volta. Una norma di rispetto per tutti visto che è impossibile (o almeno così si dice) ridurre di autorità le gare nazionali.

Similmente, negli anni ’90, sotto la spinta di persone, a mio giudizio, “illuminate”, ad evitare la pratica dei “dupe” di cui ho parlato sopra, fu abolita una gara tipo “maratona” (che venne sostituita con lo IAC). Triste da vedersi, per chi ama i 50 MHz, da quest’anno una maratona viene ripresentata da una sezione ARI senza che nessuno abbia fatto seria opera di dissuasione o quantomeno di “qualificazione” dell’evento ad evitare inutili interferenze o duplicazioni di qso DX (Sixitalia, purtroppo, non è potuta intervenire in quanto è venuta a conoscenza di questa gara  a cose fatte L ).
A dire il vero c’è da segnalare anche la “resurrezione” dello IAC 50 MHz, defunto grazie ad un voto pressoché all’unanimità (oltre 50 favorevoli contro 3 contrari) in quel di Ravenna 2009, è “resuscitato” alla chetichella. Qui, però, c’è da domandarsi a cosa servono le riunioni se poi, a “votazioni” fatte, a decidere sono altri. In questa vicenda, purtroppo, c’è la volontà dei “due pesi e delle due misure”. Nel 2007, nel momento in cui si allargò la “finestra contest” con la pretestuosa motivazione che il contest IARU – forzosamente inserito nei trofei ARI – avesse un regolamento differente, si diede ascolto ai presenti dei quali –tra l’altro e per assurdo- solo 7 od 8 erano assidui utilizzatori dei 6m (e di questo 5 votarono contro). In quella occasione, contro le successive rimostranze la votazione fu considerata valida…
Ritornando alle “gare” queste nascono con l’intento di promuovere l’attività in gamma 50 MHZ … tutto bene se la banda (come le UHF) fosse morta e le gare venissero proposte in ambito di un mortorio … inutili se non dannose quando le stesse si tengono quando l’attività “brulica” di per se.
Se si doveva proprio fare una maratona, uno IAC, o inserire un qualsiasi contest tra quelli già esistenti l’unica vera attività da promuovere è quella cercare di “colonizzare” le frequenze oltre 50200 che non sono per nulla sfruttate; peccato che nessuno si sia mosso in questa direzione; noi abbiamo la colpa di non aver “vigilato”. Il 2010 deve essere perciò, per Sixitalia anno di rinascita, riavviare una campagna educativa per permettere a tutti di svolgere serenamente la propria attività radio senza interferire con quella altrui traendone soddisfazione e divertimento.
Nello scrivere queste ultime note sono conscio che alcune di queste osservazioni potrebbero suscitare irritazione in qualcuno ma spero, invece, che vinca il buon senso (spesso perdente) e che questo testo venga letto come un “richiamo” ad un più responsabile gestione della “radio” (ovviamente parlo dei 50 MHz) nell’interesse e nel rispetto di tutti: di chi vuole fare dx, di chi vuole fare contest e di chi vuole fare quattro chiacchiere in pace.
Le corse di automobili non possono svolgersi sui “circuiti urbani” perché inadatti e; ma neppure possono farsi in autostrada perché intralcerebbero il “quotidiano vivere”. Partendo da questa considerazione C’è da domandarsi come mai, invece, lasciamo a completa disposizione delle numerose (eccessive) gare “locali” (tra l’altro con uno scarso numero di partecipanti fissi) praticamente tutta una banda a discapito dei tutti gli altri “utenti” che sono la maggioranza.
A livello europeo, alla fine degli anni 90 e agli inizi del nuovo millennio, almeno in 6m avevamo persi il triste appellativo di “maccaroni”, c’eravamo conquistati un buon nome e il rispetto di tutti. Ora anche per colpa mia, nostra, vostra, stiamo scivolando di nuovo nel baratro… Vogliamo risalire la china tutti insieme?
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73 Sergio, IK0FTA
 
 
   

 

 

 
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