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Riceviamo da Paolo, I1DMP, questo interessante articolo, steso a seguito di osservazioni personali e scritto perciò su base empirica-esperienziale, dedicato ai fenomeni di propagazione ES che pubblichiamo con estremo piacere.

 

 

Ipotesi sull'origine del fenomeno E Sporadico in gamma 2 metri - Le Nubi Nottilucenti.

 

 

di Paolo Del Medico, I1DMP

 


(Nubi nottilucenti nel parco nazionale di Soomaa, in Estonia foto da Wikipedia)

 

Negli anni 90 nel laboratorio dove lavoravo avevo a mia disposizione un banco chiamato Bulk Current Injection che mi permetteva di verificare il grado di Suscettibilità Elettromagnetica delle centraline elettroniche che io e altri miei colleghi progettavamo.

In sostanza era un sistema che iniettava correnti RF nel fascio cavi collegato alla centralina in esame che doveva continuare a funzionare correttamente fino ai valori di corrente RF iniettata

prescritti dai capitolati di fornitura.

La potenza RF in gioco era di 10 W massimi da 100 kHz a 1 GHz e dunque il banco era provvisto di adeguata schermatura RF per proteggere l'operatore.

Faceva parte di questa schermatura una lastra piana di rame che formava la parete verticale della "scatola" di schermo opposta alla posizione dell'operatore e quindi bene in vista.

Durante le verifiche di centraline nel cui fascio cavi erano presenti lampade a incandescenza capitava che l'elettronica di alimentazione di queste lampade accendesse le lampade stesse perché "troppo" suscettibile alle correnti RF e qui cominciavano i miei problemi di progettista.

Ma, come sempre, ogni fenomeno può essere visto da prospettive diverse e quello che è un problema dal lato professionale, può diventare una opportunità in altri ambiti.

 

In effetti avevo notato che alcune volte la luce emessa dalla lampada in maniera uniforme in una semisfera di volume veniva riflessa dalla lastra di rame non come previsto dalle leggi dell'ottica geometrica ovvero in modo speculare ma andava a formare una striscia luminosa di elevata intensità molto "lunga" e molto "stretta" e tendenzialmente rettilinea.

Ora,anche se tante persone pensano che l'attività radioamatoriale sia un hobby con cui riempire il proprio tempo libero,in realtà il Radioamatore è un ricercatore e tale rimane in ogni momento della propria vita.

Cosi questa linea luminosa mi fece venire in mente il fenomeno dell'Es in due metri.

 

La mia congettura era questa. Supponiamo che in quello che è chiamato Strato E sporadico, rappresentato dalla lastra di rame descritta prima, che rifrange i nostri fronti d'onda fino ai 70 MHz si possa originare un addensamento di cariche elettriche che assuma la forma di un "coppo" ( il coppo è il laterizio di copertura dei tetti delle case che ha grossomodo la forma di un semi-cilindro) di una certa lunghezza e orientato in una certa direzione, con la sua parte convessa rivolta verso la superficie terrestre, ecco che tutte le caratteristiche del fenomeno che chiamiamo Es in due metri, almeno tutte quelle che sono a mia conoscenza, vengono spiegate.

 

Alcuni esempi.

La rarità dell'Es 2 metri rispetto all'Es normale, ovvero quello che viene rilevato dalle Radio sonde e che permette i collegamenti fino in 70 MHz.

L'estrema direttività point to point dell'Es 2 metri : infatti il "coppo" ha una entrata e una uscita dove devono trovarsi le due stazioni in grado di percorrerne l'intera lunghezza e di stabilire il collegamento (quante volte mi è successo di non ascoltare nulla mentre stazioni distanti anche solo 10 km dalla mia antenna lavoravano via Es due metri!).

Infatti le stazioni che "vedono" il coppo normalmente, o quasi, alla sua direzione lo illuminano sulla sua superficie concava e i relativi fronti d'onda sono rifratti fuori dalla ionosfera.

Sono 37 anni che mi dedico alla raccolta dati sull'Es 2 metri ed ho una notevole raccolta di eventi su cui ho ragionato per giungere a determinate congetture.

Questa del "coppo" era quella che più mi soddisfaceva ma, a parte la mia fantasia e certi andamenti delle Radiosonde europee, non avevo a disposizione nulla che potesse in qualche modo supportarla.

Poi la mattina del 5 giugno 2013 sul sito www.spaceweather.com (link: http://spaceweather.com/gallery/indiv_upload.php?upload_id=82871) ho trovato una animazione fatta con fotografie scattate nel tempo di nubi nottilucenti, dunque fotografie reali, che mi ha fatto brillare gli occhi, dall'astrofisico Pete Lawrence.

Quello delle nubi nottilucenti è un fenomeno che si verifica intorno agli 85 km di quota, dunque molto prossima a quella dell'Es 2 metri.

In questa animazione si vedono onde successive di nubi molto rettilinee e parallele che si muovono velocemente da destra a sinistra, trascinate dai venti presenti a quelle quote, fino a quando "colpiscono" una struttura, anch'essa di forma rettilinea, inclinata di 45° rispetto alla loro direzione di moto e completamente immobile nello spazio, dove "depositano" i loro aghi di ghiaccio con due conseguenze:

1) la struttura s'ingrossa come dimensione e soprattutto come densità di materia;

2) alla sinistra della struttura le onde in movimento scompaiono del tutto.

Insomma le onde di nubi nottilucenti in movimento e parallele fra di loro sono il nostro strato di Es "normale", quello rilevato dalle radiosonde e che permette i nostri collegamenti in 50 e 70 MHz (e anche la mia lastra di rame del BCI) mentre la struttura che vi si forma è l'Es in 2 metri.

Che davvero il coppo sia una buona spiegazione dell'Es 2 metri?

 

Paolo, I1DMP.

 
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